LOMBALGIE / MAL DI SCHIENA

Si intende un dolore al tratto lombare della colonna vertebrale, in genere il tratto più basso, ovvero la terza, quarta, quinta vertebra lombare. Molto spesso però vengono coinvolte anche la dodicesima dorsale, la prima vertebra lombare fino alla quinta lombare o alla prima vertebra sacrale. E’ una delle patologie fra le più diffuse al mondo; la ragione sta nel fatto che il tratto lombare è un tratto “cerniera”, ovvero una parte che usiamo tantissimo in ogni movimento: sia di flessione in avanti che di estensione verso indietro; in flessione laterale, in torsione a destra e a sinistra. Anche quando altre parti del corpo non siano più in grado di compiere i dovuti movimenti, (ad esempio il collo per via di un torcicollo) si ricorre alla rotazione del tratto lombare per raggiungere l’obiettivo, ad esempio guardarsi alle spalle, fare retromarcia in auto, etc. Per piegarci in avanti a raccogliere un oggetto, si tende ad usare un tratto di leva che può essere più corto, il tratto lombare, che è più corto di tutto il tratto femore-tibia. Non solo: quotidianamente, quando si sta seduti (automobile, divano, sedie), lo si fa in modo scorretto ed inadeguato, mettendo il tratto lombare (che ha una curva lordotica ben definita) in inversione di curva, favorendo in questo modo discopatie, protrusioni, ernie del disco. E’ così che tale tratto viene oltremodo sollecitato ed in modo scorretto. Nello stadio iniziale il dolore può essere causato da un semplice stato infiammatorio. Il perdurare di cattive posture e sollecitazioni scorrette, può portare lentamente a discopatie gravi ed irreversibili.

SACRALGIE E COCCIGIDINIE

tali termini esprimono uno stato infiammatorio o comunque una patologia a carico dei tratti del sacro e del coccige della colonna vertebrale. Molto spesso infatti si può soffrire a livello lombare per una mal posizione dell’articolazione lombo-sacrale o dell’articolazione sacro-iliaca. La prima è molto frequente, soggetta a varie discopatie, protrusioni ed ernie. Non sono da sottovalutare le infiammazioni dell’articolazione sacro-iliaca per mal posizionamento, blocco o eccesso di movimento. In tal caso il dolore si esprime alla base della zona lombare, ma più lateralmente, o da un lato o da entrambi. Per quanto riguarda le coccigidinie, che esprimono dolore al coccige, va purtroppo segnalato che il coccige è una parte di colonna di solito trascurata e ritenuta di nessun interesse; errore gravissimo. Infatti, ogni posizione scorretta, ogni trauma o caduta su di esso che lo abbia portato in lussazione (in genere piegato in avanti), latero-flessione (capita in relazione a cadute su spigoli), si riflette immediatamente ed inesorabilmente su tutta la colonna. Non solo: un minimo spostamento dalla fisiologia fa alterare tutta la dinamica della colonna, provocando la massima azione di disturbo a livello del tratto cervicale. Di solito a tale tratto si innesca un meccanismo di inversione di curva a cui seguono normalmente, nel tempo, patologie quali discopatie, radicoliti, protrusioni, fino a poter arrivare alle ernie. Generalmente a tale patologia si innesca una riduzione o inversione della curva fisiologica a livello del tratto dorsale alto. Tutta la colonna è compromessa nella forma e dunque inevitabilmente anche nella funzione. Per comprendere appieno tutti gli effetti che si innescheranno al tratto cervicale, cliccare sul termine “cervicalgie”. Ogni qualvolta si interviene su tali patologie i cambiamenti sono evidenti, ma soprattutto sono immediati ed importantissimi, con il trattamento e il ri-posizionamento corretto del coccige.

SINTOMI

Il dolore colpisce tale tratto iniziando a volte con semplice dolenzia o dolore sporadico. Tali segnali spesso non vengono presi in considerazione per pigrizia o per cultura. Ma sappiamo che ogni segnale è un messaggio che ha ragioni e logiche ben precise. Ignorare tali segnali significa dire al corpo di “arrangiarsi e cavarsela da solo”. Infatti, tale risposta viene raccolta innescando meccanismi di difesa antalgica ovvero adottando posture adattative, cioè sistemi che occultano il dolore (è il modo che il corpo ha di lottare contro ogni forma di disagio o dolore che non accetta, per una sua legge fondamentale). In tal modo si ha l’idea che, non sentendo più il dolore, il problema sia ormai risolto. Ma c’è un dato di fondamentale importanza: ogni dolore occultato è un problema fittiziamente risolto nel presente, che per un meccanismo compensatorio si ripresenterà nel futuro attraverso dolori o funzionalità alterate, ridotte, compromesse. Dunque, non agire nei confronti del “segnale dolore”, significa creare un problema più complesso o più grave nel prossimo futuro. Per tale ragione il detto “aspetta, che i dolori passano!” purtroppo ha ben poco di scientifico e di veritiero. Quando il dolore non viene ascoltato per un po’ di tempo, può diventare più forte, insistente, acuto, intollerabile, costringendo la persona a prendere dei provvedimenti. Per questo spesso le persone intervengono ricorrono a farmaci antinfiammatori, antalgici, infiltrazioni, etc. In realtà, in tali situazioni, bisognerebbe analizzare la propria postura e le scorrette abitudini giornaliere e, attraverso semplici posture e respirazioni, allentare le tensioni muscolari, vere responsabili delle algie.

POSSIBILI CAUSE

Le cause possono essere molteplici e provenire da più punti. In ogni caso, la forte tensione che i muscoli esercitano sulle articolazioni costituisce l’elemento base per determinare il dolore, come meglio vedremo fra poco. Fra le cause possiamo evidenziare: scorretta deambulazione per cattivo appoggio di un piede (esempio per una distorsione recente o anche passata), una vecchia pubalgia non trattata, problemi alle cervicali, dolori alle spalle, deglutizione atipica, un dente estratto o un dente incluso, malocclusione, un trauma ad un dito della mano, disbiosi (alterazione della flora batterica intestinale), diaframma molto teso per alterata respirazione per lo sport o per eccessivo stress di vita quotidiana; attività lavorative disagevoli, sedute scorrette, posture viziate, sport violenti, inadeguati all’età o alla persona, scarso movimento, etc. Tutti questi elementi hanno in comune l’aumento del tono muscolare per difesa o per irritazione di radici nervose. Ad ogni stress o problema, il tono muscolare aumenta inevitabilmente ed il perdurare di tale situazione fa sì che il tessuto connettivo fissi le posizioni dei muscoli in tensione, così che questi diventano permanentemente corti, cioè “retratti”. Proprio le retrazioni sono la spiegazione delle patologie articolari, in quanto provocano un eccesso di compressioni endoarticolari che, col tempo, producono un’azione distruttiva. Di fronte a tali fenomeni, l’azione più corretta, più profonda e più radicale è rappresentata dal riequilibrio delle tensioni muscolari e dal riequilibrio della postura. La statistica che esiste in merito (“trattamento del lombalgico cronico ultraquarantenne”) è estremamente esplicativa e conforta in tal senso. I risultati, evidenti anche in pazienti ultra-sessantenni, tutti lombalgici cronici, dimostrano come il riequilibrio delle tensioni e della postura siano spesso determinanti.

TERMINI CONNESSI ALLA PATOLOGIA

Mal di schiena, dolore alla schiena, algia lombare, dolore lombare, rachialgia lombare, lombalgia, dorso-lombalgia, dorsalgia, algia del dorso, rachialgia dorsale, lombosciatalgia, sciatalgia, sciatica, dolore al nervo sciatico, infiammazione al nervo sciatico, nervo sciatico.

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