ARTROSI LOMBARE

E’ una patologia degenerativa a carico della parte bassa della colonna vertebrale, che si ingenera lentamente e progressivamente, con logiche e procedimenti ben precisi. Come per ogni processo artrosico, la prima fase è caratterizzata da degenerazione del tessuto cartilagineo; in una seconda fase viene poi intaccato anche il tessuto osseo, con lisi e deformazione.

SINTOMI

Poiché l’artrosi lombare si crea nel corso degli anni, se la persona cogliesse i segnali premonitori, avrebbe tutto il tempo necessario per correre ai ripari. I primi segnali sono caratterizzati da piccole e sporadiche lombalgie, a cui non si dà mai la necessaria importanza. Poi, lentamente, progredisce con il passare dei mesi e degli anni.
La forma acuta può manifestarsi violentemente con episodi di “blocco” (spesso dopo movimenti di flessione anteriore del tronco); il dolore si presenta trasversalmente, con possibile diffusione agli arti (sciatalgia). La forma cronica può invece manifestarsi dopo uno o più episodi acuti; il dolore è meno violento ma rimane continuo e viene esacerbato dagli sforzi e quando si mantengono a lungo posizioni fisse.
Le terapie normalmente proposte sono a carattere antinfiammatorio e/o antalgico, ovvero mirano ad inibire il dolore. Di solito non ci si domanda perché è comparso tale “segnale”: il dolore è infatti un vero e proprio “campanello di allarme”, il cui obiettivo è di metterci in guardia che qualcosa non va bene e bisogna intervenire. Quindi non va nascosto, ma compreso per poter risolvere la fonte che l’ha generato: allora non avrà più ragione di esistere.
Ma se non si scopre la causa e si nasconde semplicemente il dolore (l’unico segnale che spingerebbe a ricercare l’origine nascosta del problema) grazie all’antidolorifico, ovviamente nessuno avrà modo di agire sulla causa, quindi la patologia continuerà ad avanzare in modo silente ma inesorabile, fino a tornare ad essere percepita quando ormai il processo distruttivo o degenerativo sarà praticamente irreversibile. Nei casi gravi, la lombalgia derivante dal processo artrosico può risultare veramente molesta e pregiudicare molte possibilità di movimento. Esistono tuttavia delle speciali terapie posturali che possono, in parte o quasi totalmente, porre rimedio a questo processo distruttivo/degenerativo. O, quantomeno, sono in grado di mettere il paziente in condizione di recuperare una certa dignità e qualità della vita. Normalmente, quando la medicina si trova di fronte a casi di artrosi lombare tende a proporre in primo luogo esercizi di tonificazione e potenziamento dei muscoli addominali e lombari, consigliando movimento a tutti i costi. Ma di recente si è scoperto che questa strategia non funziona, dal momento che la zona lombare è già sofferente per troppa tensione muscolare e compressione articolare. Se da un lato il movimento sarebbe cosa sana, tuttavia non è possibile svolgerlo in presenza di tali compressioni: prima bisogna liberare la zona lombare dalla morsa dei muscoli, poi, solo dopo, generare movimento. Fortunatamente la Posturologia, divenuta oggi parte integrante della Medicina come sua “branca trasversale” (in quanto comprende al suo interno la neurofisiologia, la psicofisiologia, la chinesiologia, l’ortopedia, la medicina e terapia riabilitativa, l’odontoiatria, l’oculistica… fino alla Fisica Sanitaria e all’Ingegneria Biomedica) per moltissimi casi di artrosi lombare è in grado di fornire soluzioni innovative ed estremamente efficaci.
Una serie di esercizi e posture molto particolari riescono infatti a ridare maggiore libertà a questo tratto, lenendo il dolore ed in molti casi facendolo completamente regredire, e restituendo alla persona quella autonomia di movimento necessaria per riuscire ad assolvere compiti di carattere ordinario, ed a volte qualsiasi attività sportiva. Per completare il quadro dell’artrosi lombare, ricordiamo che il corpo ha una sua particolare metodologia per fronteggiare il dolore: attua un meccanismo antalgico naturale che consiste nel limitare il movimento in tutta la zona fonte di dolore, fino a bloccare, se serve, tutto il tratto lombare o lombo-sacrale (nel caso di lombalgia). Tale meccanismo di riduzione del movimento o di blocco ha proprio il compito di non far avvertire il dolore. Ecco perchè, dopo numerose fasi acute e croniche, il dolore in alcuni casi si riduce, diventa silente, sparisce. In realtà, però, a distanza di tempo verranno a crearsi altri problemi in altre parti del corpo. Infatti, a fronte di una zona che non partecipa più al movimento per la normale sopravvivenza, altre zone del corpo si ritrovano obbligate a farsene carico. E proprio in tali zone coinvolte nasceranno lentamente nuove patologie, dapprima di tipo infiammatorio (per il superlavoro) poi dei veri e propri processi artrosici. Il fenomeno sopra descritto viene messo automaticamente in atto dal corpo in qualsiasi sua parte, seguendo sempre la stessa modalità.

POSSIBILI CAUSE

Proprio perchè la zona lombare è una delle prime a risultare colpita anche dal meccanismo antalgico sopra descritto, le cause di un’artrosi lombare possono essere svariate. In genere, comunque, si possono ricondurre a: movimenti non congrui, posture scorrette, scorretta esecuzione del sollevamento di carichi pesanti per lunghi periodi, traumi o microtraumi ripetuti, sport violenti, struttura debole, lavori sedentari (ufficio, autisti, etc.). Anche tutti questi elementi possono collegarsi a fenomeni di catene muscolari retratte, ovvero a tensioni eccessive che si scaricano forzatamente sulle articolazioni, in qualsiasi punto del corpo. La zona maggiormente sollecitata, per prima e più di altre, pagherà con l’artrosi.

TERMINI CONNESSI ALLA PATOLOGIA

artrosi, artrosi lombare, lombartrosi, discopatia lombare, lombalgia, lombaggine, algia lombare, “lombare”.
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