ALLUCE VALGO

E’ la deformazione dell’alluce che risulta deviato verso l’esterno del piede, ossia verso le altre dita. A livello dell’attaccatura dell’alluce, ovvero sulla prima testa metatarsale, si evidenzia così una marcata protuberanza che, quando si infiamma, diventa grossa, rossa e dolorosa (volgarmente denominata “cipolla”). Come conseguenza, la testa metatarsale devia nel lato opposto a quello in cui è andato l’alluce, ovvero verso la linea mediana del piede. In casi gravi l’alluce valgo arriva a sovrastare tutto il secondo dito fino a toccare il terzo (a volte è associata anche una rotazione assiale dello stesso alluce), coinvolgendo e disturbando inevitabilmente tali dita. Oltre al disagio a carico della capsula articolare della testa metatarsale e dell’alluce, spesso sopraggiungono la formazione di borsiti, e la caduta delle teste metatarsali (un piede sano non ha calli in nessun punto). In tal modo, con lo sfondamento dell’arco plantare anteriore, le teste metatarsali cozzano contro il terreno, determinando ulteriore dolore e una maggiore difficoltà nella deambulazione. In condizioni ideali, ciascun dito del piede dovrebbe essere diritto e in asse rispetto al proprio tendine (o sul suo prolungamento), equidistante dagli altri e ben poggiato a terra.

SINTOMI

Deformazione dell’alluce, dolore, limitazione funzionale. I disagi iniziali sono estremamente leggeri al punto che non vengono mai presi in considerazione. Poi ci si accorge dell’instaurarsi di una piccola deviazione dell’alluce e dello sporgere della prima testa metatarsale. Dopo di ciò, la dinamica del passo e della spinta del piede inizia a risultare meno fisiologica e funzionale, fatto che crea i primi disagi nel camminare ed un minor rendimento per chi corre. Poi compaiono i dolori. Alcune persone hanno una capacità compensativa molto buona, per cui riescono a non avvertire dolore anche quando l’alluce ha già subito una discreta deviazione deformante. E’ estremamente importante ricordare che ogni qual volta il corpo assume una postura adattativa o compensativa a scopo antalgico (nel nostro caso, ad es., ruota un po’ il piede in fuori o solleva l’arcata plantare, per poter camminare senza avvertire dolore), un’altra zona del corpo si troverà, nel tempo, a pagare lo scotto di tale adattamento posturale, che era stato assunto allo scopo di non far soffrire il piede. Potrebbe essere che il compenso venga fatto dall’anca o dalla zona lombare, ma di certo dopo qualche mese o un anno, in tali zone si faranno sentire i primi disagi. E così un nuovo meccanismo antalgico si inserirà di nuovo, in un percorso senza fine: è solo questione di tempo. Ci sono anche casi in cui il corpo non è capace di attuare compensi antalgici (perché troppo rigido in generale o perché non dispone più della sua innata intelligenza antalgica), ed allora la persona ha grandi difficoltà a camminare per i forti dolori. A volte, infatti, l’alluce è così infiammato da non poter essere trattato. Tuttavia, spesso viene proposto l’intervento chirurgico anche quando l’alluce sarebbe recuperabile, semplicemente perché queste nuove tecniche di recupero non sono ancora abbastanza note nel campo ortopedico, fisiatrico, chirurgico, neuro-chirurgico. Oggi si può fare moltissimo, in modo del tutto naturale, per il recupero dell’alluce valgo.

POSSIBILI CAUSE

Fino a pochi anni fa si pensava che il piede fosse la causa di alterazioni posturali e di problemi, che si propagavano fino alla parte alta del corpo. Oggi si è scoperto che accade proprio l’opposto: il piede è più vittima che causa di alterazioni posturali. In altre parole, il piede “si adatta” (pagandone le conseguenze) ad alterazioni posturali che provengono dalla parte alta del corpo: occhi, denti, vestibolo, eccesso di tensioni, alterazioni della colonna, delle anche, del ginocchio, traumi, etc. Questo perché il piede è un intermediario fra il terreno e le strutture più alte, quindi può compensare adattandosi. Ma qualsiasi adattamento è in realtà un’alterazione strutturale che nel tempo si paga con funzioni compromesse e dolori. Tra le possibili cause non vanno dimenticati i fattori genetici predisponenti. Altro elemento di estremo interesse sono le calzature: il piede dovrebbe vivere scalzo, per ricevere costantemente stimoli dal suolo, a cui adeguarsi con il variare degli appoggi. Invece trascorre troppo tempo rinchiuso dentro scarpe inadeguate, con piante e punte strette, tacchi alti, etc.

TERMINI CONNESSI ALLA PATOLOGIA

alluce valgo, valgismo dell’alluce, valgismo, lussazione dell’alluce, metatarsalgia del primo, deviazione dell’alluce, alluce torto, alluce storto, cipolla metatarsale.

 

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